Esperienze di vita nelle Filippine

Una giornataccia di pioggia a Tagaytay City

Vulcano Taal
Vulcano Taal, visto da Tagaytay City

Oggi, il 3 ottobre 2012, le bellissime isole delle filippine si sono mostrate dal loro lato umido. I monsoni non perdonano. Oramai sono 3 giorni che piove ininterrottamente. La biancheria appesa ammuffisce sui fili e non c'è verso di farla asciugare. Ma più sotto vi racconto come può andar male una giornata qui, tra le bellissime isole delle Filippine e la loro gente molto gentile.

Qualche giorno fa avevo trasmesso un po' di denaro via internet dalla mia banca svizzera su uno dei miei conti bancari delle Filippine. Si tratta del conto con il quale effettuo i pagamenti filippini via internet. Normalmente entro 24 ore il trasferimento è concluso. Ma questa volta erano 5 giorni che aspettavo questi soldi per pagare le fatture e non erano ancora stati accreditati sul mio conto filippino.

Dato che 2 fatture erano scadute, non mi rimaneva che mettermi in marcia personalmente per andare a pagarle.

Verso le 11:30 di mattina uscivo di casa e mi facevo una bella passeggiata di 15 minuti sotto la pioggia. L'acqua scorreva già a fiumi sulle strade e le mie scarpe di ottima qualità filippina non riuscivano a rimanere impermeabili. Ma fortunatamente nei tropici non fa troppo freddo e l'acqua nei calzini è sopportabile.

Alle 11:45 raggiungevo finalmente l'agenzia della GLOBE Telecom, dove potevo pagare la fattura del numero di cellulare tipo "postpaid". Chiudevo fuori l'ombrello sgocciolante e lo posavo per terra, perché non avevano un portaombrelli. Poi una volta dentro mi davano un numerino per mettermi in fila davanti agli sportelli vuoti, benché fossi l'unico cliente e le due cassiere erano indaffarate a fare chissà che cosa. Dopo 5 minuti di aspettativa una delle cassiere mi chiamava e così le ho presentato la fattura ed i soldi. Lei, dopo altri 5 minuti che scriveva non so cosa nel suo computer, era finalmente pronta per darmi la ricevuta. Dopodiché uscivo e prendevo il jeepnee per Olivarez, la prossima frazione di Tagaytay, dove desideravo pagare la fattura della cartina Visa.


jepnee
Jeepney

Ma prima facevo sosta al McDonnald, dove come al solito le cassiere parlano un inglese che neanche nativi inglesi ed americani riescono a capire e dopo aver mangiato un orribile hamburger continuavo la mia gita dei pagamenti.

Arrivato davanti alla Metrobank verso le 13:00, dovevo pure qui buttar per terra il mio ombrello, perché il minuscolo portaombrelli traboccava dagli ombrelli dei dipendenti della banca stessa.

Una volta dentro, e dopo aver ricevuto il famosissimo numerino per stare in fila, dovevo prima riempire una cedola di pagamento e dovevo firmarla. Cosa che non ho mai capito, perché dovrebbe essere colui che riceve il denaro a dover firmare. Ma accettavo la legge del più forte e da brav'uomo mi mettevo in fila. Dopo soli 5 minuti veniva visualizzato il mio numero e potevo versare alla cassa i soldi per la cartina Visa. Dopo un solo minuto la procedura era terminata e ricevevo una ricevuta senza alcuna firma da parte loro. Valli a capire, ma è così!

E così uscivo per prendere il prossimo jeepney per ritornare a casa. Montavo sul primo furgoncino che stava arrivando lungo la strada principale, ma ahimè era vuoto. Sapevo subito cosa sarebbe successo. Infatti, davanti al prossimo centro commerciale, parcheggiava per almeno 20 minuti per aver più passeggeri. Qui nelle Filippine non ci sono orari fissi dei trasporti pubblici. Ogni autista tenta di aver il maggior numero possibile di passeggeri. Altrimenti la corsa non conviene. Ma dato che fuori pioveva da far spavento, mi rassegnavo ad essere nell'asciutto ed aspettavo. Poi, dopo quasi 25 minuti, si continuava ed arrivavo vicino a casa mia verso le 14:00.

In altre parole: Per pagare due fatture (che con l'internet ci impegno 5 minuti) ci ho perso (McDonnald compreso) ben 2 ore e mezzo sotto la pioggia ad aspettare non so ché.